mercoledì 28 novembre 2012

ELENCO ATTVITA'

ELENCO ATTIVITA’ ED INCONTRI MESE DI NOVEMBRE


- questo simbolo contrassegna gli incontri



21 NOVEMBRE: Massaggio shantala del neonato 3

Genova Quinto “Il nido delle cicogne” ore 17-18



22 NOVEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 1

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30



23 NOVEMBRE: Accompagnare alla nascita – il bambino nei primi 12 mesi di vita

Genova Centro “Asilo baloo” ore 19-21



28 NOVEMBRE: Massaggio shantala del neonato 4

Genova Quinto “Il nido delle cicogne” ore 17-18



29 NOVEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 2

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30



30 NOVEMBRE: Accompagnare alla nascita – travaglio e parto

Genova Centro “Asilo baloo” ore 19-21































ELENCO ATTIVITA’ ED INCONTRI MESE DI dicembre

- questo simbolo contrassegna gli incontri



1 DICEMBRE: Massaggio shantala del neonato 1

Genova Centro “Asilo baloo” ore 10-11



5 DICEMBRE: Massaggio shantala del neonato 5

Genova Quinto “Il nido delle cicogne” ore 17-18



5 DICEMBRE: Acquaticità neonatale

Genova Sturla “Sportiva Sturla” ore 10-11



6 DICEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 3

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30



7 DICEMBRE: Accompagnare alla nascita – dolore, massaggi e digitopressione per il travaglio

Genova Centro “Asilo baloo” ore 19-21



8 DICEMBRE: Massaggio shantala del neonato 2

Genova Centro “Asilo baloo” ore 10-11



12 DICEMBRE: Acquaticità neonatale

Genova Sturla “Sportiva Sturla” ore 10-11



12 DICEMBRE: PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO

Genova Quinto “Il nido delle cicogne” ore 15



13 DICEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 4

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30



14 DICEMBRE: Accompagnare alla nascita – gravidanza serena

Genova Centro “Asilo baloo” ore 19-21



15 DICEMBRE: PANNOLINI LAVABILI E NOLEGGIO- UN MONDO DA SCOPRIRE

Genova Centro ore 15



15 DICEMBRE: ASSORBENTI LAVABILI, COPPETTE MESTRUALI E TANTI RIMEDI NATURALI PER PICCOLI PROBLEMI FEMMINILI

Genova Centro ore 18



20 DICEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 5

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30



26 DICEMBRE: Acquaticità neonatale

Genova Sturla “Sportiva Sturla” ore 10-11



27 DICEMBRE: Con i bimbi nella fascia – accompagnare nel dopo parto 6

Genova Centro “Edelweiss” ore 16.30-17.30







Da gennaio ci saranno tanti nuovi incontri e giornate a cui potete partecipare:

- PORTARE NELLA FASCIA: Una giornata in cui portare i propri bimbi nella fascia facendo una passeggiata a dimostrazione del valore di questa

- PANNOLINI LAVABILI

- CONOSCERE L’IMPORTANZA DEL TAGLIO RITARDATO DEL CORDONE E DEL LOTUS BIRTH

- SLATTAMENTO NATURALE

- Giornata di dibattito e proiezione del film FREEDOM FOR BIRTH

- PARTO NATURALE DOPO UN CESARE

venerdì 16 novembre 2012

ALLATTARE: "A" COME AMORE

  


"L'allattamento al seno è l'inizio ottimale nella vita di un bambino. Normalmente, tutto quello che è considerato il "meglio" è spesso al di là dei tuoi sogni più arditi, mentre, in questo caso, il meglio è la cosa più normale ed a portata di mano."

 
Dal libro - L'arte dell'allattamento materno - La Leche League



La gravidanza,il parto e il diventare genitori,sono eventi che avviano un processo di trasformazione che coinvolge la persona,la coppia e la famiglia a più livelli.

La gravidanza è una trasformazione non solo fisica,che culmina con la nascita del  bambino che permetterà alla donna,ora madre,di prendere ancora più coscienza di questo ruolo.
Diverse sono le fasi di questo passaggio e un punto cruciale è rappresentato dall’allattamento.
 
Il tema dell’alimentazione e della crescita del bambino,rappresenta una fonte di ansie e preoccupazioni per le mamme che arrivano a dubitare della sopravvivenza e della salute del loro bambino. Questa forte preoccupazione,spesso attribuita ad un’eccessiva ansia materna, in realtà costituisce uno dei temi principali dell’organizzazione psichica peculiare delle neomadri, definita e descritta dallo psicologo D. Stern “Costellazione materna”.
Con la nascita di un figlio la donna entra in “… un’organizzazione psichica nuova e peculiare …” , definita da Stern “costellazione materna”. Secondo l’autore, psicologo clinico e noto studioso delle interazioni precoce madre-bambino, la costellazione materna è un vero e proprio “organizzatore psichico che determina nuove azioni, tendenze, sensibilità, fantasie, paure e desideri”.
 
Per attivare, sostenere e accompagnare la capacità delle donne di nutrire i propri bambini attraverso l’allattamento, è necessario tener conto della complessità, e al tempo stesso nella normalità, delle dinamiche psico-affettive che caratterizzano il “divenire madre”, nonché dell’attuale contesto socio-culturale che, soprattutto nelle grandi città, determina condizioni di solitudine e isolamento per le neomadri.

Partendo dall’osservazione che la costellazione materna non è nè universale, nè innata, ma si sviluppa quasi esclusivamente nelle madri delle società sviluppate, occidentali e postindustriali, si può affermare che le tematiche affettive che caratterizzano questa particolare configurazione psichica delle neo-madri, sono strettamente correlate alle condizioni sociali e ai contesti culturali in cui esse vivono l’esperienza della maternità.
 
Stern ha individuato come elementi costitutivi della “costellazione materna”, quattro “temi” affettivi, tra loro connessi, costruiti a partire dalle domande che la maggior parte delle neo-madri si pone, in relazione al bambino, a se stessa, all’ambiente che la circonda, in particolare quello familiare.
 
I. “Sarò in grado di garantire la vita e la crescita del mio bambino?” È il tema vita-crescita.
 
II. “sarò in grado di impegnarmi emotivamente con il bambino in modo autentico e assicurargli uno sviluppo psichico adeguato?” È il tema della relazione primaria.
 
III. “sarò in grado di creare una rete di supporti e chiedere aiuto?” È il tema della matrice di supporto.
 
IV. “sarò in grado di trasformare la mia identità da donna a madre, per permettere e facilitare l’adempimento di queste funzioni?” È il tema della riorganizzazione dell’identità.
 
 
Secondo Stern le società post-insustriali assegnano un grande valore ai bambini, alla loro sopravvivenza, al loro benessere e al loro sviluppo ottimale; ci si aspetta che il bambino sia desiderato e che la madre lo ami e la madre viene,in parte, valutata come persona a partire dalla sua partecipazione e dal successo che ottiene nel suo ruolo materno; ci si aspetta che il padre e altre persone forniscano un contesto di supporto in cui la madre possa svolgere il suo ruolo materno, per il periodo iniziale.
 
Purtroppo però oggi la famiglia, la società e la cultura non forniscono alle neo mamme quell’esperienza, quella formazione e quel supporto affinchè esse possano svolgere il proprio ruolo materno da sole, agevolmente e nel modo migliore, limitando le preoccupazioni.
 
In questo primo tema la domanda centrale che la donna si pone è quella relativa alla sua capacità di tenere in vita il bambino, di farlo crescere e alimentare adeguatamente. È questo il tema che spinge le donne ad essere preoccupate per l’incolumità del proprio bambino, mobilitando quei comportamenti ben noti agli operatori. Nelle prime notti a casa e anche in seguito, le mamme controllano spesso il proprio bambino che dorme per vedere se respira, temono che possa cadere dal fasciatoio, annegare durante il bagnetto e che spesso vengono etichettati come sintomi di un’ansia eccessiva. In questa prospettiva è utile comprendere come le decisioni relative all’allattamento, al seno o con biberon, essendo legate al bisogno di riuscire ad alimentare il piccolo per garantirgli la sopravvivenza; siano legate a questo “tema” profondo.
 
Già dall’inizio della gravidanza ogni donna, in modo più o meno consapevole, comincia a chiedersi, se sarà in grado di mettere al mondo un figlio e farlo crescere, se saprà amarlo rispondendo alle sue esigenze e infine se sarà come la propria madre o addirittura più brava.
 
Durante la gravidanza, si creano le condizioni, perché una donna diventi anche madre e si prepari a pensare per due; si comincia a vedere come madre e si costruisce un’immagine mentale del figlio.
 
La nascita diventa quindi un momento cruciale in quanto il bambino immaginato dalla madre incontra il bambino reale. Il primo gesto della madre sarà quello di assicurarsi che sia vivo: ha bisogno di ri-appropriarsene, di sentire il peso del suo corpicino, di toccare la sua pelle, di controllare il suo tono muscolare, di sentire che sia ben caldo e reattivo, di constatare lei stessa che sia vivo. Il momento in cui il bebè viene deposto sul ventre o sul petto della madre subito dopo il parto segna questa tappa fondamentale. Una volta rassicurata su questo punto, la madre può finalmente dedicarsi all'incontro con questo nuovo membro della famiglia. In questa fase di riappropriazione, scopre le sue caratteristiche, sia fisiche che comportamentali. E' a questo punto che si produce nella madre una sorta di integrazione tra i tratti del carattere del bebè che sta scoprendo e l'immagine mentale che si era costruita prima di quest'incontro. Il ruolo delle persone che si trovano attorno alla madre, che siano i membri della famiglia o il personale ospedaliero, risulta fondamentale.
 
Un ambiente che conferma o meno le capacità materne determina la percezione che la madre può avere di sé come competente. Se la madre è sostenuta nello sviluppare un senso di adeguatezza e fiducia nelle sue competenze, può arginare le preoccupazioni relative alla vita del suo neonato e vivere con soddisfazione questa esperienza. All’opposto può sentirsi travolta da una responsabilità a cui non riesce a far fronte, e sentirsi totalmente dipendente da altre figure che la garantiscono rispetto al benessere del suo bambino.
Una buona riuscita dell’allattamento è cruciale, in quanto un’esperienza negativa, segnata da un eccesso di paure per l’inadeguatezza della propria capacità di nutrire il bambino, comporta l’ accentuarsi di tutte le paure sopracitate.
 
Le maggiori preoccupazioni riguardano il sentirsi inadeguata e in difetto. Nelle madri che sono alla seconda maternità si instaura un significato diverso di questo tema. Infatti il pensiero del bambino a casa e del neonato fa si che la madre provi questo senso di angoscia e paura perché pensa di “tradire“ il bambino che ha a casa con questo nuovo arrivato ed allo stesso tempo ha paura di non riuscire ad amare questo bambino come ha amato il primo.
 
Anche in questa fase risulta fondamentale il sostegno da parte delle persone vicine alla donna come possono essere la famiglia o le ostetriche in modo da renderla consapevole che questo bebè, questa persona, diventerà il proprio bambino ed è proprio l'amore e la specificità di questo amore che faranno di questo bambino il loro bambino, indipendentemente dal fatto che sia il primo o meno.
 
Per la donna la paura fondamentale rispetto alla matrice di supporto è quella di non essere in grado di crearla e di conservarla. La possibilità di riferirsi alla propria madre, come figura affettiva supportante, dipende dalla relazione che ogni donna ha avuto e ha con essa.
 
Per alcune donne ad esempio, il rapporto con la propria madre può essere segnato da una dipendenza che mantiene i caratteri della dipendenza infantile; in queste situazioni la donna fatica a trovare una sua autonomia di madre, appare remissiva e tende a far proprie le modalità di cura della madre. Queste osservazioni permettono di leggere quelle dinamiche ,spesso giudicati in modo superficiale dagli operatori, in cui si osserva un ruolo dominante della madre della donna, rispetto alla cura del bambino e in alle scelte fatte per nutrirlo. Il prezzo che una mamma, eccessivamente confusa o dipendente dalla propria matrice di supporto, paga è solitamente in termini di autostima, autonomia, indipendenza o dignità.
 
Nel cercare la relazione con la matrice di supporto, la madre ha bisogno e vuole essere considerata, valorizzata, apprezzata, aiutata e consigliata da una donna benevola, più esperta, come può essere l’ostetrica, che stia inequivocabilmente dalla sua parte. Questa figura è fondamentale per la madre in quanto la sua presenza le permette di interpretare il proprio ruolo di madre. Le donne attribuiscono questa funzione a una qualsiasi persona che in ospedale le chieda come sta?, come va con l’allattamento?, come sta il bambino?, mostrando così interesse ai suoi bisogni; questa figura può essere anche un’ infermiera o un’ausiliaria delle pulizie. Ciò che conta, sul piano emotivo, è l’interesse, la disponibilità e l’atteggiamento non-giudicante che viene percepito;di ciò dovrebbero tener conto le ostetriche, i pediatri e tutte le altre figure sanitarie che si rapportano alla madre, riconoscendo che il loro potenziale ruolo di “matrice di supporto” è possibile solo se si pongono in una relazione “benevola” e non-giudicante nei confronti della donna.
Il tema ultimo tratta il bisogno della madre di trasformare e riorganizzare la propria identità. La donna deve necessariamente riuscire a spostare il centro della sua identità, da figlia a madre, da moglie a genitore, da donna lavoratrice a madre di famiglia. Senza queste trasformazioni gli altri tre temi della costellazione saranno inevitabilmente compromessi.
 
Questo tema della riorganizzazione dell’identità è sia causa che effetto del nuovo coinvolgimento con le figure materne della matrice di supporto descritte precedentemente ed è una necessità evidente in quanto la madre si trova a modificare i suoi investimenti emotivi, la gestione del suo tempo e delle sue energie e le sue attività. In questo momento la necessità di modelli farà rivivere alla donna la storia delle sue identificazioni con sua madre e con altre figure genitoriali/materne che le forniranno i modelli di cui ha bisogno.
La madre ha appena scoperto un bimbo o una bimba, il suo peso, la sua lunghezza, il colore dei capelli, comincia ad abituarsi ai tratti del suo viso, alle caratteristiche fisiche, comincia a conoscere i suoi ritmi, a scoprire i tratti del suo temperamento e il suo comportamento. E' a questo punto che si produce nella madre una sorta di integrazione tra i tratti del carattere del bebè che sta scoprendo e l'immagine mentale che si era costruita prima di quest'incontro.
 
Ed è a questo punto che diventa fondamentale il ruolo interpretato dalle persone che si trovano attorno alla madre, che siano i membri della famiglia o il personale medico. Sin dalla nascita del bambino, infatti, la madre è psicologicamente aperta: ha bisogno di scoprire chi è questo bambino misterioso che per tutto questo tempo si è formato dentro di lei, è alla ricerca di qualunque indizio che le permetta di orientarsi in questa situazione completamente nuova e ciò che viene detto durante i primi giorni dopo il parto si fisserà in maniera più o meno indelebile nella sua mente.
 
Questo primo periodo può influire profondamente sulla relazione che avrà con il bambino e rinforzare una rappresentazione preesistente, sia positiva che negativa. Già nei primi giorni la madre elabora il desiderio di essere valorizzata, aiutata, di ricevere insegnamenti ed essere apprezzata da una figura materna. Questa figura spesso viene identificata in una qualsiasi altra persona, come già detto in precedenza, che si prende un momento di tempo per condividere con la madre un’esperienza e dare un incoraggiamento sincero. Questi incontri, la maggior parte delle volte, sono, a livello emotivo, più importanti di quelli con le ostetriche o con i medici che a volte si limitano a dare informazioni tecniche.
 
Restando nello specifico dell’ostetrica, sarebbe bene che quest’ultima instaurasse con la donna un’alleanza terapeutica caratterizzata dall’essere più attiva, meno distaccata emotivamente, più libera di “agire” nel senso di fare visite a casa, dare consigli, toccare la donna e così via, e più concentrata sulle risorse, sulle capacità e sugli elementi positivi piuttosto che sulla patologia e sul conflitto. Ciò permetterebbe all’ostetrica di diventare una particolare matrice di supporto che potrà confermare, sostenere , contenere e valorizzare la madre, in modo che le funzioni materne vengano liberate o scoperte e facilitate.


Vediamo ora alcuni punti delle linee guida per favorire l'allattamento materno, per garantire che sia percepito come "una cosa normale"  e sia sostenuto adeguatamente anche nelle strutture ospedaliere.

Ambiente favorevole
1.3.1 Il sostegno all’allattamento deve essere disponibile ovunque,indipendentemente dalla sede dell’assistenza.
1.3.2 Tutti coloro che prestano assistenza (ospedali e consultori) dovrebberoavere una linea di indirizzo scritta sull’allattamento, che sia comunicata atutto il personale e ai genitori. Ogni struttura sanitaria dovrebbe designareun responsabile dell’implementazione delle linee di indirizzo.
1.3.3 Tutti gli operatori del settore materno-infantile (che lavorino in ospedale onell’assistenza primaria) dovrebbero implementare un programmastrutturato di promozione dell’allattamento al seno e valutato dall’esterno,adottando l’iniziativa Ospedale amico del bambino come standard .
1.3.4 È prioritario che gli operatori sanitari dedichino un tempo sufficiente adoffrire sostegno alla madre e al bambino durante l’avvio e il proseguimentodell’allattamento al seno.
1.3.5 Quando l’assistenza postnatale è fornita in un ospedale, si dovrebbecreare un ambiente favorevoleall’allattamento al seno. Ciò prevedel’organizzazione di:
• rooming-in nelle 24 ore e, quando possibile, contatto continuo pelle a pelle
• ambiente che favorisca la privacy
• adeguato riposo per le donne senza interruzioni causate dallaroutine ospedaliera
• possibilità di mangiare e bere a richiesta.

1.3.6 Il latte in formula non dovrebbe essere dato ai bambini allattati al seno se non in caso di indicazione terapeutica.
1.3.7 Non dovrebbero essere distribuiti pacchi commerciali, per esempio quelliche vengono dati alle donne quando sono dimesse dall’ospedale,contenenti latte in formula o pubblicità per il latte in formula.
1.3.8 Le madri che lasciano l’ospedale subito dopo il parto dovrebbero essere rassicurate che questo non inciderà sulla durata dell’allattamento.
1.3.9 I materiali informativi scritti sull’allattamento come unico interventoeducativo, senza contatto personale, non sono raccomandati.

Iniziare con successo l’allattamento al seno
 
1.3.10 Nelle prime 24 ore dopo il parto le donne dovrebbero ricevere informazionisui benefici dell’allattamento al seno, sui benefici del colostro e sui tempidella prima poppata. Il sostegno dovrebbe essere culturalmente adeguato.
1.3.11 L’inizio dell’allattamento al seno dovrebbe essere incoraggiato il più presto possibile dopo la nascita, idealmente entro un’ora.
1.3.12 La separazione della donna e del suo bambino entro la prima ora del parto per le procedure post natali di routine, per esempio il peso, la misurazionee il bagno, dovrebbero essere evitate, a meno che non siano richieste dallamadre o siano necessarie per l’assistenza immediata al bambino.
1.3.13 Le donne dovrebbero essere incoraggiate a stare in contatto pelle a pelle con il proprio bambino il più presto possibile dopo il parto.
1.3.14 Non è raccomandato chiedere alle donne di scegliere il metodo di alimentazione del bambino prima del termine del primo contatto pelle a pelle.
1.3.15 Fin dalla prima poppata, si dovrebbe offrire un sostegno competente sull’allattamento (da un operatore sanitario, da mamma a mamma) per consentire alle donne di trovare una posizione confortevole e per assicurarsi che il bambino si attacchi adeguatamente al seno, in modo da dare avvio ad un’alimentazione efficace e prevenire il dolore ai capezzoli e le ragadi.
1.3.16 Un sostegno aggiuntivo nel posizionare e attaccare il bambino dovrebbe essere offerto alle donne che hanno avuto:
• un narcotico o un anestetico generale, perché inizialmente potrebbe ritardare l’attacco da parte del bambino
• un taglio cesareo; in particolare la madre va aiutata nel muovere e posizionare il bambino per proteggere la ferita addominale
• un ritardo nel primo contatto con il loro bambino.
 
Continuare con successo l’allattamento
 
1.3.17 Le donne andrebbero incoraggiate ad allattare senza restrizioni di frequenza e di durata delle poppate.
1.3.18 Le donne dovrebbero essere informate sul fatto che i bambini generalmente smettono di poppare quando sono soddisfatti, il che può avvenire anche dopo aver poppato solo da un seno. Se dopo aver poppato da un seno il bambino non appare soddisfatto, andrebbe offerto anche l’altro seno.
1.3.19 Le donne dovrebbero essere rassicurate che il lieve fastidio all’inizio dell’allattamento nei primi giorni è comune, ma deve risolversi nei giorni successivi.
1.3.20 Le donne dovrebbero essere informate che se il loro bambino non si attacca adeguatamente può essere incoraggiato, ad esempio stimolando delicatamente con il capezzolo le labbra per far sì che apra la bocca.
1.3.21 Le donne dovrebbero essere informate sugli indicatori di adeguatezza di attacco, posizione e suzione e sulla valutazione dell’adeguatezza della poppata.
 
1.3.22 Le donne dovrebbero essere informate sull’esistenza di gruppi locali di sostegno all’allattamento.
[...]
 
1.3.26 L’allattamento complementare con liquidi diversi da latte materno non è raccomandato.
[...]
 
 

Esistono anche situazioni particolari in cui l'allattamente dovrebbe essere incoraggiato, come dopo un parto casareo o nella nascita dei gemelli.

Il primo contatto con il bambino potrebbe essere rimandato e non in tutti gli ospedali c’è la possibilità di attaccarlo subito al seno. E’importante per tutti gli aspetti della ripresa fisica e per l’avvio dell’allattamento fare in modo che si possa iniziare precocemente.
 
Potresti sentirti stanca e affaticata dovendo rimanere sdraiata a letto perciò la posizione migliore potrebbe essere quella in cui il tuo bimbo è adagiato su di un cuscino di fianco a te e il seno corrispondente a quel lato è quello che gli offrirai, leggermente girata su quel fianco con il braccio alzato e portato dietro la tua testa.
 
Un'altra posizione è quella in cui il bimbo è adagiato sul tuo torace e tu lo puoi sorreggere con un braccio senza che pesi sulla tua pancia.
 
Chiedi sempre aiuto alle ostetriche della sala operatoria e del reparto.
 
Fatti aiutare da tuo marito a posizionare bene il bimbo nel letto accanto a te ben protetto da cuscini o tirando su la sbarra del letto.
 
Cerca di richiedere che se il bimbo sta bene, non rimanga nella culla termica per troppo tempo impedendo l’attacco precoce.
 
Chiedi che il bimbo venga portato a richiesta e sia favorito il rooming- in (24 ore su 24 con te)
 
Non sei obbligata a soffrire se hai dolore, se riesci a rilassarti allatterai meglio.
 
Posiziona un cuscino in mezzo alle gambe per ridurre lo sforzo sull’addome.
 
Posiziona un asciugamano sulla pancia se il bimbo è sul tuo torace e da dei calcetti.
 
Non esitare a chiedere aiuto per alzarti, metterti comoda, farti porgere il tuo piccolo.
 
A casa cerca aiuto per le faccende domestiche e trova il tempo per rilassarti.
 
Ricorda che l’allattamento al seno, anche in caso di un intervento chirurgico, permette una ripresa più veloce e una maggiore soddisfazione.
 
Allattare i gemelli
 
Come ogni inizio speciale, ecco come rendere possibile l’allattamento “doppio”:

 
• farsi aiutare da qualcuno per le faccende domestiche (nonne, mamme, studentesse, baby sitter…)
 
• preparare cibi e conservarli
 
• avere a disposizione tante bevande e cibi per colmare il bisogno in seguito al dispendio di energie (ma non mangiare il doppio, bere quando si sente lo stimolo,mangiare quando c’è appetito)
 
• seguire i ritmi dei bambini e riposarsi quando anche loro riposano
 
• munirsi di cuscino per l’allattamento
 
Si può pensare di allattare prima uno e poi l’altro oppure tutti e due insieme:
 
• adottare la posizione classica sottobraccio e la posizione a rugby contemporaneamente
 
• adottare la posizione rugby per entrambi ( i piedini dietro la schiena, le testine sul cuscino)
 
• iniziare prima con uno e dopo poco attaccare anche l’altro bimbo
 
• sperimentare le diverse posizioni
 
• imparare a conoscere prima uno e poi l’altro bimbo, saranno diversi nel comportamento! Si può pensare di svegliare prima un piccolo e dopo mezz’ora l’altro piccolo, alternando chi svegliare per primo ma prenderanno un loro ritmo
 
• tenerli accanto al letto e non in stanza separata
 
 
E come diciamo sempre mamme, mettetevi in ascolto, fidatevi, credete in voi stesse, perchè questa relazione d'amore è normale, naturale e nessuno può portarvela via!
 
 
 
Bibliografia:
  • D.Stern, La costellazione materna,Torino,1995, Ed. Boringhieri, pag. 171.
  • N. Bruschweiler, L’esperienza della maternità, Marzo 2000, dal Convegno ACP di Torino, www.vocidibimbi.it/Mondobimbo/Approfondire/esperienza_della_maternita.htm
  • Tesi di Lauea di dssa Ostetrica Stefania Miglierina
  • National Institute for Health and Clinical Excellence Luglio 2006Assistenza di routine in puerperioalle donne e ai loro bambiniNice linee guida cliniche n°37 . A cura del Centro Nazionale per l’Assistenza Primaria.
  • "L'arte dell'allattamento materno" - La Leche League
  • Pagina "Io lo amo,io lo proteggo, io lo allatto"
 
 

giovedì 15 novembre 2012

MASSAGGIO INDIANO DEL BAMBINO



 
Il massaggio rappresenta una forma di contatto amorevole con il proprio cucciolo che è stata approfondita nel corso degli anni da vari esperti e studiosi... Esistono tecniche svariate centrate sull'"insegnare",
quello che invece è l'aspetto primordiale del massaggio è proprio che non va imparato, ma è innato. Ogni mamma, papà ha la capacità di toccare nel modo giusto il proprio bambino perchè il massaggio viene dalla tradizione, tramandato dalle nonne e dalle madri, racchiude in sè la storia di quella famiglia e di una certa Cultura.


Quando si "impara" un massaggio poi, ognuno ascolti la voce del cuore e si lasci trasportare dall'istinto e da ciò che il piccolo richiede: non sempre vorrà un tocco leggero e delicato, a volte gradirà anche quello più forte ed energico... basta ascoltare ciò che ci richiede.
Questo diventa un momento di rituale, molto atteso e desiderato nella giornata.
Può esserci quello della mattina, quello del pomeriggio o della sera.
Nella tradizione indiana, secondo lo Shantala, il bagnetto conclude il massaggio.


Le caratteristiche del massaggio sono:

Il tocco aiuta a rassicurare il bambino, lo aiuta a ritrovare i confini che con la nascita si perdono e i genitori a creare un canale per comunicare, per comprendersi, per conoscersi, in una relazione armoniosa. Il piccolo sarà più sereno, più tranquillo, appagato, con effetti benefici anche sul sonno, sulle modalità di addormentamento.
La relazione che si crea tra chi dona e chi riceve nell'intensità degli sguardi, nell'uso della voce e il calore della pelle. Si posono intonare canzoni e filastrocche durante il massaggio.
Effetti del massaggio sul neonato:

• Riequilibrio energetico-emozionale

• Miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica

• Idratazione cutanea e bonificazione muscolare

• Stitichezza o diarrea

• Coliche gassose

• Insonnia e nervosismo

• Superamento di traumi affettivi


Massaggio shantala (massaggio indiano): nasce nelle regione del Kerala (India meridionale), e si rifà ai principi della Medicina Ayurvedica. Si esegue preferibilmente al mattino presto o all’ora del tramonto, i momenti della giornata di maggiore tranquillità, al riparo dai rumori esterni. É un massaggio che coinvolge tutto il corpo, dalla testa agli arti, manine, piedini, al tronco, alle gambe, alla schiena (si gira il bambino a pancina sotto). Viene eseguito col bimbo sia sulla mamma (adagiato sulle sue gambe), sia può essere eseguito col bimbo sdraiato su una superficie (opportunamente predisposta: calda, morbida, confortevole).

Il massaggio sulle gambe distese oppure a culla, sopra un lenzuolo, permette alla mamma di rimanere con la schiena dritta e non curva sul bambino, anche appoggiata ad una parete, non c'è distacco ma contatto continuo sul corpo, il bambino si sente come in una culla.

Per chi volesse provare un'esperienza nuova, diversa...ma in realtà tanto antica e personale!!!


•Le raccomandazione del parto OMS (1985)





o Per il benessere psicologico della donna deve essere assicurata la presenza di una persona, che può essere scelta da lei, e poter ricevere tutte le visite nel periodo post-natale;


o Ad una donna che partorisce in una struttura deve essere garantito il rispetto dei suoi valori e della cultura;

o Il travaglio può essere indotto solo in specifici casi, ossia riservati a determinate indicazioni mediche e non deve superare il tasso del 10% in nessuna regione geografica;

o Non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva. Parti vaginali, dopo cesareo, dovrebbero venire incoraggiati;

o Non c’è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto;

o La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e, se richiesto, si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio;

o Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici;

o Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto;

o Si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e parto. Si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e a scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto;

o L’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato;

o Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettono. Nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre;

o Si può promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto;

o L’allattamento costituisce l’alimentazione normale ed ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili;

o In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’ allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno;

o Si deve incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e di offrirgli il seno ogni volta che il bimbo lo richiede. E di raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare il completamento di aggiunte. Una madre in buona salute non ha bisogno di alcun completamento fino ai 4- 6 mesi di vita del bambino.


IL NEONATO E IL BAMBINO NEI PRIMI MESI DI VITA- FISIOLOGIA E DISTURBI COMUNI


Non esistono regole. Non esiste un manuale.
Un neonato è un neonato. Ha i suoi tempi, il suo spazio ed è in continua percezione, ricezione di stimoli, sensazioni, trasformazione e cambiamento.
Per capire un cucciolo è importante liberarsi da schemi, da consigli, abbandonarsi all'istinto...mettersi in ascolto. Lei/lui vi ascolta, ascoltatelo.
Il contatto e il calore, la voce dell'amore è il loro linguaggio.

Ci sono alcuni cambiamenti che si susseguono che possiamo vedere insieme:

Nascita
L'ideale sarebbe che alla nascita la/il bambina/o possa stare subito a contatto con la madre, pelle sulla pelle, perchè grazie alla presenza dell'ossitocina il corpo è caldo, la pancia è una culla pronta ad accogliere.
Possibilmente senza tagliare il cordone ombelicale fino alla termine della pulsazione spontanea o praticando il lothus, il bambino dovrebbe essere lasciato libero di raggiungere il seno, senza essere indirizzato nè "posizionato", ogni mano estranea a qella dei genitori non dovrebbe interferire con il riconoscimento che avviene.

Il pianto non deve avvenire per forza in modo eclatante, a squarciagola. L'emissione del primo respiro e l'apertura dei polmoni può avvenire in modo molto dolce se la nascita lo è altrettanto.

Nelle prime ore di vita dopo il parto il neonato è vigile, riconosce odori, sapori, suoni, sensazioni che la sua mamma gli rimanda, riconosce la voce del papà, muove gli occhi, le mani, la bocca...succhia, piange.
Poi dorme spesso e arriva ad attaccarsi al seno fino a 20 volte per pochi secondi.


Tra le prime 24 - 72 ore di vita va incontro ad un calo di peso fisiologico. Emette urina e meconio.
Tra 72-96 ore variano i ritmi a seconda dell’insorgenza della montata lattea. Emette feci di transizione. Recupera il peso. (Per la tranquillità di tutti la doppia pesata va evitata, sia in ospedale che a casa  .)

Ritorno a casa
Una volta arrivati a casa e con il latte in arrivo può bastare pesare una volta alla settimana.

Dopo la nascita il cordone ombelicale subisce un processo di “mummificazione” che lo porta ad essiccarsi per poi cadere spontaneamente nel giro di 10 giorni o meno ( in caso di lothus il distacco avviene anche in pochi giorni).


Non ci sono medicazioni da effetturare, basta mantenerlo asciutto, verificare presenza di rossore o cattivo odore, né secrezione gialla maleodorante, NON usare alcool o altre sostanze.
Non avere paura di toccarlo perché è utile favorire la rigenerazione cellulare.


Non bisogna impazzire a sterilizzare ogni cosa,oggetti con cui viene a contatto il bambino che può mettere in bocca, soprattutto a casa propria. Il bambino formerà i propri anticorpi. La sterilizzazione può essere fatta con BOLLITURA in acqua per 15 minuti.


Allattamento al seno I benefici dell’allattamento al seno sono tantissimi: E’ naturale, ricco, sterile, a giusta temperatura, equilibrato nei componenti,gratuito…Diminuisce l’incidenza di emorragia post partum materna, protegge contro il carcinoma al seno e all’ovaio, previene l’osteoporosi, favorisce un più rapido recupero fisico grazie al riflesso dell'ossitocina che aiutal'involuzione uterina.Il primo latte o colostro è fondamentale per la produzione di anticorpi, ricco in proteine e vitamine, garantisce l’apporto nutrizionale per la costruzione delle cellule nei primi giorni di vita. Può iniziare a prodursi dal 4 mese di gravidanza. Colore giallo e denso. Non è necessario nessun tipo di integrazione oltre al colostro , il neonato subisce il calo fisiologico previsto dalla Natura. Il latte di transizione è quello che arriva con la montata lattea, per ogni donna il tempo è diverso, dalle 72 ore dopo il parto fino a 10 giorni ma anche oltre se si mantiene la suzione regolare al seno. Più il bambino ciuccia e stimola la ghiandola ipofisi per la produzione di prolattina e ossitocina, produce altro latte. Il latte maturo in realtà cambia nel corso dei mesi, è il latte che garantirà la crescita di peso del bambino, ricco in grassi,zuccheri, vitamine.   L’OMS raccomanda l’allattamento al seno per almeno sei mesi, fino all’anno di età.

·         Le raccomandazione del parto OMS (1985)
 [...]
o Si può promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento (persino prima che sia lasciata la sala parto);


o L’allattamento costituisce l’alimentazione normale ed ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili;

o In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’ allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno;

o Si deve incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e di offrirgli il seno ogni volta che il bimbo lo richiede. E di raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare il completamento di aggiunte.

 

L’igiene
Il neonato può almeno sei pipì al giorno, può invece scaricarsi dopo ogni poppata oppure una volta al giorno.  Ogni bambino ha la sua regolarità e il suo ritmo.

Il bagnetto può essere fatto quando cade il cordone ad una temperatura ambiente di 24-25 gradi, temperatura dell’acqua di 36 gradi circa,simile a quella corporea. A immersione oppure "doccia". Senza sapone particolare, siuramente un prodotto naturale e che non contenga prodotti chimici, può bastare anche solo l'acqua.

 DISTURBI PIU’ COMUNI
Esistono piccoli disturbi comuni per i quali è importante saper "riconoscere la salute" rispetto al sintomo in cui diventa il caso di rivolgersi ad un medico.

• Allergie
La maggior parte sono di origine alimentare, perlopiù dovute al latte vaccino per la sua alta percentuale proteica. Altri alimenti sono: Uovo,grano,pesce,soia,pomodoro...
Sintomi aspecifici: diarrea,vomito o rigurgito frequente, orticaria(chiazze rosse), rigonfiamenti(occhi,labbra,mani,piedi), dermatite (gomiti,ginocchia),asma, rinite… Se si identifica il problema i sintomi scompaiono.
• Coliche gassose
Possono comparire dalla 2°settimana fino al 3°-4° mese di vita

Cosa sono: spasmi dell’intestino con distensione addominale per il passaggio di bolle d’aria
Comparsa:tardo pomeriggio-sera
Segni:pianto inconsolabile, flessione delle gambe sull’addome, addome gonfio e teso, espulsione di gas
Durata: da 1 a 3 ore
Cause: Ipersensibilità ai componenti del latte, cambiamenti emotivi
Come risolverle: posizione a pancia in giù, colpetti sul dorso, massaggio della pancia, attaccare al seno, fascia...

• Crosta lattea
Secrezione seborroica del cuoio capelluto e delle sopracciglia, può comparire anche dietro le orecchie,sedere,pieghe del corpo

Molto frequente, la causa non è certa ma si tratta perlopiù “scarica” di proteine in eccesso.
Compare durante le prime settimane di vita
Per risolverla applicare e massaggiare ogni giorno con olio o latte materno
Regredisce nei primi sei mesi di vita o un anno.

• Conguntivite
Dovuta all’ostruzione temporanea del dotto naso-lacrimale in seguito a ristagno di secrezioni e lacrime con contaminazione di batteri

Si presenta con arrossamento oculare, secrezione abbondante o di pus più abbondante al mattino, occhi appiccicosi e difficili da aprire
Detergere con batuffoli di cotone bolliti in acqua e lasciati raffreddare
Cause: fumo, smog, sole, detergenti irritanti, batteri
Accorgimenti: non c’è bisogno di pulire gli occhi in continuazione ma lavarsi bene le mani e rimuovere le impurità con garzine quando c’è bisogno


• Diarrea
Scariche liquide ripetute (>6/8 al giorno) con malessere, febbricola, vomito

Attenzione ai segni di disidratazione: cute secca e screpolata
Cause: intolleranze alimentari(latte vaccino ++), infezioni, latte artificiale in eccessiva quantità o troppo concentrato
Accorgimenti: Si può risolvere in 2 giorni o meno. Cambiare alimentazione, dieta liquida per 24-48 ore, vedere se c’è perdita di peso e in quel caso andare dal pediatra.


• Febbre 


 E’ un meccanismo di difesa che attiva la risposta immunitaria dell’organismo: a contatto con batteri o virus si attivano le difese periferiche ( citochine e globuli bianchi) centro regolatore della temperatura(ipotalamo)produzione di calore (brivido) evitare perdita di calore con la vasocostrizione (mani e piedi freddi)

Temperatura corporea= asc 37,2/rettale 38/orale 37,8 (Valori normali = asc 36,6 e rettale 37,2 °C)
 Segni: irritabilità, sonnolenza, inappetenza, cute fredda o secca, estremità fredde e pallide
 Idratare il neonato e tenere al caldo, valutare il valore della febbre: se passa da sola, se >38,5 contattare il pediatra per una valutazione.   

  • Lacrimazione
 Dovute a temporanea ostruzione del dotto naso-lacrimare
 Di solito basta massaggiare nel canto interno dell’occhio dall’alto al basso, rimuovere secrezioni con garza sterile e fisiologica ( non impacchi caldi perché aumentano R infezione)
 Entro il 6° mese il dotto si apre definitivamente

  • Rigurgito

Latte misto ad aria che refluisce dalla bocca con saliva e muco entro 1-2 ore dal pasto
Se viene dall’esofago è simile al latte, se viene dallo stomaco ha odore acido
Di solito in neonati che succhiano voracemente o si muovono/vengono mossi durante la poppata o dopo il pasto.
Accorgimenti:
cercare di non allattare mentre piange,
fare piccole pause durante il pasto,
dopo la poppata tenere in verticale,
coricare sul fianco e dare colpetti sul dorso,
evitare pannolini o vesti stretti sulla pancia

  •  Stipsi
Riduzione della frequenza delle scariche intestinali con emissione dolorosa(pianto) di feci dure
 Cause: latte artificiale, passaggio alle pappe, alimentazione della mamma, cambiamento del ritmo intestinale, situazioni emotive


 Si risolve risolvendo i motivi sopra e tenendo presente della continua evoluzione del neonato…quindi pazienza, si risolve in pochi giorni.