martedì 7 gennaio 2014

RIVOLGIMENTO DEL BAMBINO PODALICO CON MOXIBUSTIONE E MASSAGGIO

bambino in posizione podalica

Durante la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo mese in poi; la presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel 3-5% delle gravidanze e, di norma, è considerata indicazione al taglio cesareo poichè non si trovano più molte ostetriche e ginecologi in grado di sostenere un parto podalico. Per fortuna ci sono ancora delle ostetriche esperte che assistono anche a casa, basta cercare bene!


Quando il rivolgimento del feto non avviene naturalmente si può utilizzare la tecnica del riscaldamento dei punti BL 67 (all’angolo esterno dell’unghia del quinto dito del piede) con la moxa su entrambi i piedi per 15 minuti una volta al giorno per 10 giorni totali.
Inizialmente si pratica per 5 giorni, poi si aspetta qualche giorno, si esegue un monitoraggio ecografico della posizione del feto e poi, se la posizione non si è corretta si ripete il trattamento per altri 5 giorni, se di nuovo non si è corretta si fa un ultimo tentativo per altri 5 giorni.


Secondo l’illustre medico tibetano N.Norbu* abbiamo quattro modi di applicare questa stimolazione:

“Tzowa”: letteralmente cucinare. In questo caso la pallina di moxa è applicata direttamente sul punto prescelto e vi si soffia sopra finchè non esce fuori un pezzo di pelle cauterizzato.

“Sepa”: bruciare. La polvere di moxa si mette sopra al punto stabilito, isolata dalla pelle con del sale grosso.

“Sowa”: scaldare. Si applicano dei conetti di moxa preconfezionati sui punti identificati.

“Bippa”: minacciare. Viene utilizzato un sigaro di artemisia non direttamente sulla cute ma alla distanza di un “tzun”o”cun”, che orientativamente corrisponde ad una falange.

La moxa stimola un aumento della motilità fetale ed è grazie a questa che si ha il riposizionamento corretto.
Si può istruire il marito o il compagno a praticare tale tecnica che è molto semplice, ma si consiglia di effettuare almeno la prima seduta con un esperto.


La casistica è molto favorevole, dal 70 al 90% di successo. L’efficacia maggiore è da considerarsi fra la trentaduesima e la trentasettesima settimana di gestazione.
Le controindicazioni al trattamento sono: diabete, febbre superiore a 38°C e grave ipertensione arteriosa.

La moxa è principalmente composta da un’erba, l’Artemisia vulgaris, che può essere usata sotto forma di sigaro. Questo viene acceso, avvicinato al punto, e non appena la gestante avverte il calore, viene allontanato per un po’ per poi ritornare sul punto stesso.

La posizione della gestante per una miglior riuscita della terapia è supina, con un cuscino sotto la testa e due o tre sotto le anche e fino alle ginocchia.


La tecnica può essere praticata a partire dalla 33ma settimana circa da un’ostetrica esperta (la eseguono anche in alcuni ospedali)  che poi insegneranno al papà come farla nei giorni successivi: perché abbia ef

fetto, infatti, la moxa va ripetuta tutti i giorni per circa 7-10 giorni (o almeno fino a quando non si avverte un movimento che può far sospettare che il bebè abbia effettuato la famigerata capriola).

È importante che durante la pratica la mamma stia sdraiata, preferibilmente con dei cuscini sotto il bacino, che spostano il bambino un po’ più su, dove può trovare più spazio per spostarsi.

Controindicazioni. Il sigaro emana un odore piuttosto acre, non proprio piacevole per chi, come il papà, deve starci a distanza particolarmente ravvicinata. La posizione sdraiata con il bacino sollevato, inoltre, potrebbe essere mal tollerata dalla mamma. In tal caso si consiglia di spostarsi leggermente di fianco.


E’ consigliabile eseguire anche un massaggio, che viene insegnato durante la visita in cui si spiega alla coppia tutto il percorso al quale si va incontro. Il primo massaggio viene effettuato dal marito insieme alle mani di un'ostetrica esperta con un sottofondo musicale rilassante e sotto la guida di una voce calma e tranquilla che insegna la direzione ed i movimenti da eseguire. 


Dopo il trattamento sarebbe opportuno mantenere i piedi caldi, camminare un po’ e non bere bevande fredde fino al giorno successivo.

CALCO DELLA PANCIA IN GRAVIDANZA o BELLY MASK


Il calco del pancione può rappresentare un'esperienza stupenda e unica creando un ricordo indelebile del percorso insieme al vostro bambino.
Il servizio prevede un incontro a domicilio della mamma dove l'ostetrica o da sola o insieme al compagno andrà a realizzare il calco della vostra pancia.
Il periodo migliore in cui farlo va dalle 34 alle 37 settimane di gravidanza.
Una volta finito lo si può decorare a piacimento in mille modi differenti!

Per noi ostetriche è emozionante poter creare con la mamma un'opera d'arte coccolando il pancione! Momenti unici e piacevoli da trascorrere insieme!


Materiali necessari:


Guanti in lattice o plastica per lavorare in modo igienico e pulito;
Un grande telo in cellophane per proteggere la sedia;
Giornali da mettere sul pavimento;
Vasellina, olio o sapone liquido per togliere facilmente ed in modo veloce il Belly Mask dal corpo;
Due pennelli 1 grande ed uno piccolo;
Tempere colorate;
Flatting trasparente;
Una bacinella;
Carta vetrata;
Fasce di gesso che si vendono in farmacia.


Procedimento:


Stendere i fogli di giornale a terra, mettere sopra la sedia e coprirla con il grande telo di plastica. Aprire le fasce di gesso e tagliarle in pezzetti alcuni più lunghi ed altri più corti. Stendere la vasellina sulla pancia. Mettere i guanti e versare dell’acqua nella bacinella.
Iniziare a bagnare le strisce di gesso nella bacinella ed applicarle alla pancia, fino a che non l’avrete coperta tutta, se vorrete fare anche il calco del seno metterete la vasellina anche lì. Una volta coperta tutta la parte interessata attenderete trenta minuti prima di rimuovere il calco dal pancione.
Il calco andrà rimosso molto delicatamente e lasciato poi a seccare per almeno 48 ore.
In seguito andrà grattato con la carta vetrata perchè diventi liscio al tatto.
Si potrà poi decorare il calco come più vi piacerà utilizzando le tempere, una volta asciugati i colori potrete passare una mano di flatting per fissare le decorazioni e rendere il tutto più lucido e ordinato.

Non è molto difficile vi ci vorrà un pomeriggio di lavoro e le decorazioni potranno essere fatte anche in un altro momento (magari con il bambino)! Il pancione-scultura può poi essere decorato, dipinto, firmato... spazio alla fantasia!

Chiamateci per qualsiasi informazione: Alessandra 3297127007 - Teresa Lin 3474273070

Qui sotto la nostra modella Simona e nel pancione Alessandro




PETIZIONE perchè anche il Liguria la Donna possa scegliere dove partorire!




Un progetto condiviso da diverse persone che stanno cercando di collaborare per un fine comune:
LUANA CIAMBELLINI, mamma
ALESSANDRA PARISI, ostetrica
TERESA LIN SIMONAZZI DE LORENZO, ostetrica
EMANUELA ROCCA, ostetrica


"Perché è importante
Nascere è gioia, non malattia. Non è forse la cosa più naturale del mondo .... nascere? I bambini sanno nascere e le mamme partorire, basta solo ascoltare il proprio corpo ed essere accompagnate e assistite da personale qualificato e professionale come le ostretiche. Una donna, una madre, deve sentirsi libera di scegliere dove partorire senza avere preoccupazioni delle spese e dei costi elevati dei servizi che dovrebbero essere un aiuto dalla comunità. Ha il diritto di partorire in un luogo protetto, naturale e sicuro, quale posto migliore se non casa propria? La Regione, attraverso la Asl di appartenenza, potrebbe erogare alla famiglia che decide di avere il bambino nella sua casa o in casa maternità l’equivalente del costo medio di una degenza ospedaliera di madre e neonato per il parto e puerperio fisiologico. In pratica, si tratterebbe di un semplice “spostamento di fondi”, senza nessun tipo di aggravio per la spesa sanitaria già prevista per ogni nascita.
Forse non tutti sanno che l'Emilia Romagna rimborsa fino all'80% della spesa per coloro che partoriscono a domicilio. Oppure, che in Piemonte il parto a domicilio è uno dei servizi che forniscono le stesse ostetriche della ASL (gratuitamente, dunque). Inutile dire che in questo modo si risparmiano anche soldi pubblici, dal momento che il rimborso per un parto in casa è minore del costo di un parto spontaneo in ospedale, compresa degenza (in genere di tre giorni), ginecologo, anestesista, eccetera. A supporto della nostra richiesta aggiungiamo le seguenti considerazioni: - L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che «la donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro, al livello più periferico possibile in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. Per donne con gravidanze a basso rischio, tali luoghi posso essere la casa, le case maternità, gli ospedali»("Care in Normal Birth: a Practical Guide", Report of a technical Working Group, WHO Publication no. WHO/FRH/MSM/96.24, Geneva); - il Parlamento Europeo, con la risoluzione A2 – 38/88 (Carta Europea dei diritti della partoriente), considera tra i diritti della partoriente che sia assicurata «l'assistenza adeguata qualora venga scelto il parto a domicilio, compatibilmente con le condizioni psicofisiche della partoriente e del nascituro e con le condizioni ambientali»; - la pratica del parto a domicilio è ampiamente diffusa in alcuni paesi del Nord Europa, in particolare l'Olanda e l'Inghilterra, risultando sicura, sia per il bambino che per la mamma, grazie all'applicazione di protocolli internazionali riconosciuti . in Italia il 24 aprile 2000, è stato adottato il “Progetto obiettivo materno-infantile relativo al Piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000”. Detto provvedimento ha indicato, quali obiettivi da perseguire nell'assicurare i livelli essenziali di assistenza, “la tutela della salute della donna in tutte le fasi della vita con particolare riferimento... al sostegno del percorso nascita, all'assistenza alla gravidanza fisiologica…”, nonché l'attivazione di “processi assistenziali tendenti alla sempre maggiore umanizzazione dell'evento nascita, coniugando la possibilità di far coesistere la sicurezza per la partoriente ed il nascituro ed il rispetto di quanto desiderato dalla donna in questa fase così delicata del suo ciclo vitale” e di “processi di assistenza domiciliare puerperale”.
Vi preghiamo di firmare anche se non abitate in Liguria ma per spirito di solidarietà."

testo tratto dalla descrizione della petizione "Per la libertà di scelta del luogo del parto e il rimborso economico del  parto a domicilio in Liguria", promossa da Luana Ciambellini su AVAAZ.org